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Zio Vanja

Zio Vanja

Il 26 ottobre del 1899 Anton Čechov fa rappresentare al Teatro d’Arte di Mosca "Zio Vanja", oggi considerato uno dei drammi più importanti dello scrittore di Taganrog.

Protagonista dei quattro atti originali è Ivan Petrovic Voiniskij, zio Vanja appunto, che per anni ha amministrato con scrupolo e abnegazione la tenuta della nipote Sonja versandone i redditi al cognato, il professor Serebrjakov, vedovo di sua sorella e padre di Sonja. Unica amicizia nella grigia esistenza di Vanja e di Sonja è quella del medico Astrov, amato senza speranza da Sonja. Per il resto sono tutti devoti al professore, che credono un genio. Serebrjakov si stabilisce con i due, insieme alla seconda moglie, Elena. Le illusioni sono presto distrutte: alla rivelazione che l'illustre professore è solo un mediocre sfacciatamente ingrato, zio Vanja sembra ribellarsi: in un momento d'ira arriva a sparargli, senza colpirlo. Nemmeno questo gesto estremo modifica il destino di Vanja e di Sonja, che riprendono la loro vita rassegnata e dimessa, sempre inviando le rendite della tenuta al professore tornato in città con la moglie.

Lo stile di Čechov, semplice e sobrio, modellato sul tragicomico quotidiano, restituisce con fascino irripetibile e struggente le complesse sfaccettature dell’esistenza umana, anticipando e influenzando tutti i motivi successivi della drammaturgia occidentale europea e nordamericana.

Lo spettacolo nell’adattamento di Letizia Russo (da un'idea di Vinicio Marchioni e Milena Mancini) in assoluto rispetto delle dinamiche tra i personaggi e dei dialoghi del testo classico, fà perno su precise note di contemporaneità della scrittura cecoviana per esaltarne la straordinaria attualità creativa.

La regia di Vinicio Marchioni, attorniato da un cast di creativi di comprovata qualità artistica e professionale, prende le mosse da un profondo studio del mirabile meccanismo drammaturgico dell’originale, per restituirne pienamente il dovuto spessore culturale.

La riedizione contemporanea di "Zio Vanja", all’interno della linea editoriale di KHORA.teatro, ha l’obbiettivo di riavvicinare il vasto pubblico alla storia del teatro, dimostrandone l’attualità dei valori in un allestimento attento ai nuovi linguaggi della regia del teatro contemporaneo.

Le date
dal 15 al 25 febbraio Roma, Teatro Ambra Jovinelli
2, 3, 4 marzo Bologna, Teatro Duse

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