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John Wick - Capitolo 2

  • Uscita:
  • Durata: 122min.
  • Regia: Chad Stahelski
  • Cast: Keanu Reeves, Riccardo Scamarcio, Common, Laurence Fishburne, Ruby Rose, Ian McShane, John Leguizamo, Bridget Moynahan, Claudia Gerini, Peter Stormare, Lance Reddick, Peter Serafinowicz, Thomas Sadoski, David Patrick Kelly, Tobias Segal, Nico Toffoli, Perry Yung, Vadim Kroll, Franco Nero, Luca Mosca
  • Prodotto nel: 2017 da THUNDER ROAD PICTURES, 87ELEVEN, LIONSGATE
  • Distribuito da: EAGLE PICTURES
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Film non più disponibile nelle sale

TRAMA

Il leggendario killer John Wick è costretto a tornare in azione da un ex socio che sta tramando per prendere il controllo di un'associazione di misteriosi assassini internazionali. Vincolato da un giuramento di sangue per aiutarlo, John si reca quindi a Roma, dove si troverà a confrontarsi con alcuni dei killer più letali al mondo.

Dalla critica

  • Cinematografo

    Chi si è preso la briga di contare i corpi ammazzati da John Wick, ingrugnito e ostinato come sempre, che non sopporta i torti subiti da lui e dagli altri, dice che nel primo sono stati 84 e nel capitolo secondo l’asticella si è alzata a 141. Eccome: di pallottole, d’ogni calibro, ne sibilano in continuazione e Chad Stahelski che ri-firma la regia non si trattiene questa volta anche dal coreografare combattimenti corpo a corpo in cui le ossa scricchiolano e di peggio può accadere. Sono esplosive azioni di “Gun-Fu” che si scatenano nei posti più suggestivi di Roma e in quelli più riconoscibili di New York. Le due città questa volta sono speculari, ambedue entrando nel piano ricattatorio cui John è costretto prima che diventa di pura sopravvivenza poi. Dicono che questo sia un film di azione per malati di azione: verissimo. Ma non è una immagine nociva, e tanto meno riduttiva: per chi ama il genere, non c’è che assecondarlo divertendosi. John, sempre con il volto zeppo di cicatrici ed ematomi che riflettono interne devastazioni anche morali – e a Keanu Reeves permettono una inalterabile espressione -, viene contattato nuovamente da alcuni esponenti della segretissima e pericolosissima setta mondiale Il Continental, che intrallazza ovunque. Deve questa volta onorare un debito, e non soltanto vendicarsi, come già accaduto: il compito è far fuori Gianna, la sorella di Santino D’Antonio, nome che è già tutto un programma. Lui è Riccardo Scamarcio, lei Claudia Gerini. Lui è un camorrista in America, lei in cima al comando di un cartello criminale internazionale. Lui dimostra di non possedere alcuna empatia con il ruolo che tanto hanno voluto offrirgli, lei invece gioca molto bene le sue carte sensuali e fatali, nel super kitsch del suo quartier generale allestito alle Terme di Caracalla (ma moltissimi sono gli squarci, assai turistici, della Capitale). Poi ci si sposta nella Grande Mela, ma per Wick le cose non cambiano, anzi: il pallottoliere dei nemici aumenta, perché la società segreta glieli mette pian piano tutti contro (c’è anche Lawrence Fishburne, stravagante, che coordina un manipolo di assassini), fino a quando si intuisce che le proporzioni degli affiliati sono così vaste da non poter dirsi mai al sicuro, da nessuna parte. Infatti, non si dorme quasi mai, nel mondo di Wick. Finale apertissimo, con una fuga di John che corre dritto dritto verso il terzo capitolo.

  • La Repubblica

    (...) una serie infinita di scontri brutali, spartiti tra Roma e New York; più numerosi ancora che nell'altro episodio. Al quale il film resta fedele sia nell'iconografia (gli abiti di Wick, l'hotel Continental ), sia nello stile registico. Antico stuntman, Chad Stahelski non ama le scene d'azione dal montaggio frenetico ormai di regola nell'action-thiller: preferisce le inquadrature lunghe e ben leggibili, dove Keanu Reeves e i suoi nemici si esibiscono in combattimenti coreografici senza bisogno di (troppi) effetti speciali. Un film che può piacere o non piacere; ma che, di certo, onora il proprio 'contratto'.

  • Il Messaggero

    Come ai tempi del primo capitolo del 2015 tornano le scene d'azione più brutali ed eleganti del cinema action degli ultimi anni. Ma c'è anche parecchia ironia, dialoghi cavallereschi e due citazioni non male da 'Il terzo uomo' di Carol Reed (i sotterranei di Caracalla come le fognature di Vienna dove tramava nell'ombra Orson Welles) e 'La signora di Shanghai' di Welles (i riflessi balistici di John Wick per risolvere l'enigma visivo di una stanza di specchi). Roma è nettamente più sexy qui che non in 'Spectre'. Emozionante duetto tra Laurence Fishburne e Reeves a 18 anni da Matrix. Grande successo e numero tre già in lavorazione.

  • Libero

    Piacerà ai fan del primo film. Che troveranno tutti i pregi del capitolo precedente e anche qualcosa di nuovo (magistralmente fotografata Roma si rivela una terrificante 'black city' da far invidia a quelle americane).

  • Il Giornale

    I cadaveri si accumulano, le armi non tacciono un secondo. Tutto sommato meglio così: servono a coprire gli abominevoli dialoghi.

  • Il Manifesto

    John Wick è livello successivo (ultimo?) dell'action movie post-moderno post-'Matrix'. Un transgenere che ha nel cinema di Hong Kong della seconda metà degli anni Ottanta e nella sintesi che ne ha operato Joel Silver i suoi punti di riferimento cardinali. Rispetto al primo episodio, essenziale come un teorema, il secondo capitolo rilancia. (...) la sceneggiatura di Derek Kolstadt procede a un minimo di «jamesbondizzazione» di Wick/Keanu Reeves. Se fosse possibile immaginare un ossimoro come «barocco astratto» - una contraddizione in termini - probabilmente 'John Wick - Capitolo 2' potrebbe rientrare nella categoria. Reggendosi sui medesimi principi del capostipite ma ampliandone la mitologia come se essa fosse già condivisa, il film riesce nell'impresa di ridurre il mondo a immagine del suo set. Particolarmente evidente in tutta la parte ambientata a Roma, dove il film riesce nell'impresa di trasformare la capitale in un luogo mentale. (...) E se la componente videoludica è ben evidente nella lunga sparatoria nelle catacombe e nei sotterranei (... ), la reinvenzione del finale de 'La signora di Shanghai' è davvero notevole. Che l'omicidio fosse una delle belle arti, ne era convinto già De Quincey. Ma nemmeno lo scrittore inglese avrebbe forse potuto immaginare una sparatoria in una pinacoteca dove gli schizzi di sangue inevitabilmente evocano Pollock. Con richiami alla mitologia di 'Matrix' (la presenza di Fishburne-Morpheus), una scena madre con la Gerini degna di Tinto Brass e un Franco Nero ineffabile, 'John Wick- Capitolo 2' è un film complesso e gioioso; un vero film «d'autore» - post-autoriale.

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