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Spira Mirabilis

  • Uscita:
  • Durata: 121min.
  • Regia: Massimo D'Anolfi, Martina Parenti
  • Cast: Marina Vlady, Leola One Feather, Felix Rohner, Sabina Schärer, Shin Kubota, Joe Brings Plenty, Coco Brings Plenty, Seth Brings Plenty, Brett Brings Plenty, Friederike Haslbeck, Moses Brings Plenty
  • Prodotto nel: 2016 da MONTMORENCY FILMS, LOMOTION, RAI CINEMA, SRF SCHWEIZER RADIO UND FERNSEHEN, SRG SSR
  • Distribuito da: I WONDER PICTURES IN COLLABORAZIONE CON BIOGRAFILM FESTIVAL, INTERNATIONAL CELEBRATION OF LIVES
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TRAMA

La terra: le statue del Duomo di Milano sottoposte a una continua rigenerazione. L'acqua: Shin Kubota, uno scienziato cantante giapponese che studia la Turritopsis, una piccola medusa immortale. L'aria: Felix Rohner e Sabina Schärer, una coppia di musicisti inventori di strumenti/scultura in metallo. Il fuoco: Leola One Feather e Moses Brings Plenty, una donna sacra e un capo spirituale, e la loro piccola comunità lakota da secoli resistenti a una società che li vuole annientare. L'etere: Marina Vlady, che dentro un cinema fantasma, ci accompagna nel viaggio narrando "L'Immortale" di Borges. Tutti loro i protagonisti di questo film girato in diversi luoghi del mondo, una sinfonia visiva, un inno alla parte migliore degli uomini, un omaggio alla ricerca e alla tensione verso l'immortalità. Simbolo di perfezione e di infinito, "la spirale meravigliosa", Spira mirabilis come venne definita dal matematico Jackob Bernoulli, è una spirale logaritmica il cui raggio cresce ruotando e la cui curva si "avvolge" intorno al polo senza però raggiungerlo mai.

Dalla critica

  • Cinematografo

    La “spirale meravigliosa” – Spira mirabilis come venne definita dal matematico Jackob Bernoulli – è una spirale logaritmica il cui raggio cresce ruotando e la cui curva si “avvolge” intorno al polo senza però raggiungerlo mai. Spira mirabilis : il fuoco Massimo D’Anolfi e Martina Parenti ( L’infinita fabbrica del Duomo ), guardando a questo simbolo di perfezione e di infinito, cercano in diversi luoghi del mondo di catturare la tensione dell’uomo verso l’immortalità. Tensione che, appunto, conduce alla spirale meravigliosa: il tentativo di accettare e allo stesso tempo superare i propri limiti. Senza ricorrere a particolari didascalie, i due registi spaziano tra il fuoco (Leola One Feather e Moses Bring Plenty, una donna sacra e un capo spirituale, e la loro piccola comunità Lakota che da secoli prova a resistere di fronte a una società che li vuole annientare) e l’aria (Felix Rohner e Sabina Schärer, due artigiani di Berna e titolari della PANArt, coppia di musicisti che ha inventato lo hang, Lo hang di Felix Rohner e Sabina Schärer particolare strumento idiofono composto da due semisfere appiattite in acciaio temperato), l’acqua (Shin Kubota, scienziato e cantante giapponese che studia l’incredibile Turritopsis, una piccolissima medusa capace di rigenerarsi più volte e per questo immortale) e la terra (il processo di continua rigenerazione a cui sono sottoposte le numerose statue del Duomo di Milano): il tutto contrappuntato dalla quintessenza delle cose ( l’etere aristotelico), nella persona di Marina Vlady, che dentro a un cinema fantasma scandisce il viaggio attraverso alcuni passi (rivisti) de L’immortale di Borges. La medusa “immortale” di Shin Kubota È un cinema alieno quello di D’Anolfi e Parenti, che assume sembianze a tratti indefinite e che abbraccia forme inabituali (proprio come lo strumento “costruito” da Rohner e Schärer, che alle prime sembra davvero un ufo): un oggetto volante non identificato, lanciato sullo schermo e in grado di compiere traiettorie spesso indecifrabili, capace di portare in superficie, ingrandendole, forme di vita microscopiche o, allo stesso tempo, di osservare l’invisibile svelando ciò che normalmente rimane celato. Spira mirabilis : le statue del Duomo di Milano Un “moto (d)a luogo” che dal particolare si apre progressivamente all’universale: il percorso (e di conseguenza la visione) non è semplice, il dubbio che possa risultare un film di non facile fruizione è alto, ma è allo stesso tempo indubbia la grande suggestione data da immagini (anche di ricerca, private, antiche), suoni e rumori, insieme alle bellissime musiche originali curate dallo stesso D’Anolfi. Una spirale meravigliosa , appunto: purtroppo per pochi.

  • Il Messaggero

    Ci sono film destinati a dividere anche se sono nati per unire. 'Spira mirabilis' funziona proprio su questo principio: connettere forme, percorsi, universi apparentemente lontani, in un unico disegno (...) D'Anolfi e Parenti, coppia di cristallino rigore e sicura emozione (...). In una esaltazione del fare, costruire, scegliere, ricordare, e (...) connettere, addirittura inebriante per chi ha pazienza e curiosità.

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